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D.I. 02/12/2005 n. 14420. Ai fini della salvaguardia delle zone di interesse archeologico, si dovrà seguire con particolare attenzione i lavori, sia per quanto attiene alla realizzazione della stazione di conversione, sia per gli scavi delle trincee, affidandone il controllo quotidiano a personale specializzato nel campo delle faune fossili di Fiume Santo. Il soggetto aggiudicatore fomirà la massima collaborazione al fine di ottenere i migliori risultati col minimo dispendio di risorse possibile. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero per i beni e le attività culturali. 21. Saranno rispettate le pertinenti disposizioni della legge n. 963/1965 («Disciplina della pesca Marittima») e del relativo regolamento di esecuzione decreto del Presidente della Repubblica n. 1639/1968 e successive modifiche. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero delle politiche agricole e forestali. 22. Si minimizzerà al massimo la torbidità ed i fenomeni di dispersione dei sedimenti durante le operazioni di posa dei cavi marini nell'area di competenza della regione Sardegna. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della Regione autonoma della Sardegna. 23. Si limiterà la durata delle attività di posa dei cavi marini e dei volumi di materiale da movimentare nell'area di competenza della regione Sardegna. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della Regione autonoma della Sardegna. 24. Non si effettueranno attività di movimentazione del fondale marino nell'area di competenza della regione Sardegna durante il periodo estivo, corrispondente al periodo riproduttivo della maggior parte delle specie ittiche che popolano le praterie di Posidonia. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della Regione autonoma della Sardegna. 25. Nell'area di competenza della regione Sardegna si eseguirà un monitoraggio ambientale al termine delle attività di posa dei cavi marini, nell'area in esame per i parametri già indagati nel rapporto d'indagine ambientale, con particolare riferimento all'area della prateria di Posidonia in cui sono state ubicate le stazioni di monitoraggio e i relativi risultati dovranno essere trasmessi al servizio tutela delle acque della Regione autonoma della Sardegna. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della Regione autonoma della Sardegna. 26. Per quanto riguarda gli interventi all'interno del SIC cod. IT6030047 «Bosco di Foglino»: i lavori non devono essere eseguiti nel periodo compreso tra il 1° marzo ed il 31 luglio; il taglio della vegetazione arborea sia limitato allo stretto necessario alle esigenze dell'intervento e, ove possibile, spiantando e reimpiantando gli esemplari arborei con specifico riferimento a quelli di Farnetto (Quercus frainetto); sia adottata ogni cautela per non danneggiare il piccolo stagno riscontrato nelle vicinanze al sito d'intervento; il previsto argine da realizzare a ridosso dello stagno deve essere di piccole dimensioni (non più di 50 cm di altezza) e non deve interessare l'intera circonferenza (max. la metà della stessa), evitando quanto più possibile la circolazione di mezzi meccanici intorno allo stagno medesimo; a lavori ultimati, il tratto di strada interessato dai lavori dovrà preferibilmente rimanere sterrato evitando di asfaltarlo; la parte fertile delle terre di scavo deve essere riutilizzata sul posto mentre quella sterile non utilizzata per il reinterro, deve essere smaltita a norma di legge; non devono essere realizzate aree di cantiere o stoccaggio materiali. Su indicazioni della regione Lazio, la verifica di ottemperanza sarà svolta a cura dei coordinamenti provinciali del CFS di Roma e di Latina, che devono assicurare tramite il loro personale una continua sorveglianza sul rispetto delle prescrizioni indicate e devono garantire che, in caso di imprevedibili e non descritti disturbi alla fauna selvatica o agli habitat dei SIC in argomento, siano adottate immediate ed idonee misure per interrompere o ridurre il disturbo derivante dalla gestione del cantiere. 27. Per quanto riguarda gli interventi all'interno del SIC Cod. IT6030049 «Zone umide ad ovest del Fiume Astura»: i lavori non devono essere eseguiti nel periodo compreso tra il 1° marzo ed il 31 luglio; la parte fertile delle terre di scavo deve essere riutilizzata sul posto mentre quella sterile non utilizzata per il reinterro, deve essere smaltita a norma di legge; non devono essere realizzate aree di cantiere o stoccaggio materiali. Su indicazioni della regione Lazio, la verifica di ottemperanza sarà svolta a cura dei coordinamenti Provinciali del CFS di Roma e di Latina, che devono assicurare tramite il loro personale una continua sorveglianza sul rispetto delle prescrizioni indicate e devono garantire che, in caso di imprevedibili e non descritti disturbi alla fauna selvatica o agli habitat dei SIC in argomento, siano adottate immediate ed idonee misure per interrompere o ridurre il disturbo derivante dalla gestione del cantiere. 28. Nel territorio della provincia di Roma il materiale di risulta sia sistemato in loco in maniera tale da non alterare il preesistente profilo del terreno nè l'idrografia naturale, e quello in esubero sia ricollocato in altro sito nel rispetto della normativa vigente in materia. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della amministrazione provinciale di Roma. 29. Nel territorio della provincia di Roma le eventuali superfici nude conseguenti ai lavori siano sistemate in modo adeguato, rinverdite mediante inerbimento e/o cespugliamento. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della amministrazione provinciale di Roma. 30. Nel territorio della provincia di Roma il soggetto aggiudicatore si impegni a realizzare tutte le opere necessarie al riassetto del suolo che gli verranno imposte, qualora si dovessero ravvisare situazioni di turbativa all'ambiente, per ciò che attiene l'assetto idrogeologico. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della amministrazione provinciale di Roma. PRESCRIZIONI TECNICHE. In sede di redazione del progetto esecutivo. 31. Le distanze di sicurezza da elementi pericolosi, situati sia all'interno che all'esterno dell'area interessata dalle opere, vengano individuate dal soggetto aggiudicatore a seguito di una valutazione approfondita del rischio incendio e della successiva valutazione delle conseguenze, con l'obiettivo di evitare eventuali effetti domino con conseguenze non prevedibili. Si fa presente a tal proposito che in località Borgo Sabotino (regione Lazio) e Fiume Santo (regione Sardegna), luogo dove dovranno sorgere le centrali elettriche, risultano rispettivamente posizionate l'ex centrale nucleare, attualmente in fase di dismissione a cura della società SOGIN, e la centrale termoelettrica di Fiume Santo. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero dell'interno - Dipartimento Vigili del Fuoco, soccorso pubblico e della difesa civile - Area rischi industriali. 32. Nelle stazioni di conversione siano adottate idonee misure di prevenzione e protezione antincendi, in relazione alla presenza di sostanze combustibili e/o infiammabili e all'esistenza di possibili sorgenti di innesco. In particolare per quanto attiene i provvedimenti di protezione antincendio, si ritiene opportuno segnalare la necessità che i medesimi siano proget- tati e realizzati con l'obiettivo non solo di limitare i danni connessi a probabili incendi, ma anche di garantire la sicurezza delle squadre di intervento. A tal proposito e in particolare per quanto riguarda gli impianti di protezione attiva, si ritiene opportuno che venga esaminata la possibilità, previa dettagliata analisi del rischio incendio secondo le indicazioni riportate nel decreto ministeriale 10 marzo 1998, di realizzare a protezione dell'opera e in aggiunta agli impianti già previsti in progetto, ove necessari, impianti a saturazione d'ambiente e rete idrica antincendio. Nel progetto esecutivo da presentare al comando, ai sensi dell'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 37/1998, dovranno essere indicate tutte le attività che ricadano nell'elenco allegato al decreto ministeriale 16 febbraio 1982, redigendo la documentazione tecnica prevista (relazione tecnica ed elaborati grafici) dal decreto ministeriale 4 maggio 1998. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero dell'interno - Dipartimento Vigili del Fuoco, soccorso pubblico e della difesa civile - Area rischi industriali. 33. Per le opere a mare si dovrà tener conto della presenza di cavi e condotte sottomarini lungo tutta la zona delle operazioni. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura dell'Istituto idrografico della marina. 34. Saranno comunicate all'Istituto idrografico della marina le valutazioni di eventuali variazioni di campo magnetico terrestre nella zona di transito dei cavi marini. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura dell'Istituto idrografico della marina. 35. Il dispersore (catodo), in prossimità della costa laziale, sarà spostato in idonea zona in direzione Ovest Sud Ovest come da nota del soggetto aggiudicatore prot. AD/2005000099 del 21 giugno 2005. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero della difesa - Direzione generale degli armamenti terrestri. 36. La pista interessata dal cavidotto nel poligono militare di Nettuno sarà asfaltata lungo tutto il percorso, escluse le zone all'interno dei boschi e le aree SIC. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero della difesa - Direzione generale degli armamenti terrestri. 37. Lungo il percorso in affiancamento all'esistente recinzione perimetrale del poligono militare di Nettuno sarà realizzata una nuova recinzione tipo industriale (costituita da cordolo e basamento in cemento armato, griglia in ferro zincato e corda in ferro spinato al limite superiore). La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del Ministero della difesa - Direzione generale degli armamenti terrestri. 38. Nella zona antistante il litorale della regione Lazio, la collocazione dei cavi, del dispersore (catodo) e di quanto necessario per il funzionamento della linea non dovrà interferire, in sede di progetto esecutivo, nè direttamente nè indirettamente, tramite le aree di rispetto, con le attività estrattive previste all'interno delle aree di interesse indicate in allegato C2 e D1 alla nota della regione Lazio prot. D2/177005 del 19 ottobre 2005. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione Lazio. 39. Il soggetto aggiudicatore, nel corso delle attività propedeutiche alla posa dei cavi marini nella zona di competenza della regione Lazio, dovrà eseguire quelle indagini ritenute necessarie dalla regione Lazio per la definizione delle aree estrattive all'interno delle aree di interesse C2 e D1 che potrebbero subire interferenze con la posa dell'elettrodotto. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione Lazio. 40. Il soggetto aggiudicatore dovrà tenere informata l'amministrazione regionale del Lazio sulle scelte esecutive adottate e su eventuali aggiornamenti apportati al progetto nella zona di competenza della regione Lazio. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione Lazio. 41. Si dovrà formalizzare l'attraversamento dei fossi di competenza della provincia di Roma, facendo pervenire al servizio 2 del Dip.to IV dell'amministrazione provinciale di Roma e al competente consorzio di bonifica una distinta dei fossi attraversati con la specifica relativa al foglio e particella catastale. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della amministrazione provinciale di Roma. 42. Nel territorio della provincia di Latina si preservi il sistema artificiale del bacino di scolo gestito dall'idrovora di Valmontorio. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della amministrazione provinciale di Latina. 43. Per le opere nel comune di Castelsardo sarà presentata la dichiarazione del direttore e dell'esecutore dei lavori prevista dal procedimento di concessione edilizia. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura del comune di Castelsardo. |
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